I.C. Ilio Micheloni Lammari
Nicola Preziuso (anno scolastico 2022/2023); Donato Biuso (anno scolastico 2023/2024)
Enea Nottoli
Scuola Secondaria di Primo grado
3E
Inizio marzo 2023 e attualmente in essere
La Storia in Soffitta nasce per creare un ponte tra la storia dei libri di scuola e quella vissuta dalle persone, reale, di ogni giorno che si tocca con mano.
Una cooprogettazione che nasce sui banchi di scuola e prende vita fino ad aprirsi al territorio; qui si intreccia e dialoga con altre realtà, altre professionalità e prosegue in un percorso di coprogettazione in cui scuola, università, professionisti, associazioni e istituzioni locali concorrono a un fine comune ovvero dare l’opportunità agli studenti di mettere alla prova le abilità e le competenze previste dal loro curriculum scolastico e mettere in connessione gli apprendimenti disciplinari con le competenze chiave o di cittadinanza.
La Storia in Soffitta prova ad essere uno sguardo nuovo sul modo di fare la storia nella scuola e nella comunità.
L’idea di partenza di questa attività è stata quella di andare a ricostruire la storia della propria famiglia nel periodo che va dagli anni ‘30 fino agli anni ‘50 del Novecento. Ogni studentessa e studente ha cominciato un lavoro di ricerca-azione autonomo all’interno della propria famiglia alla ricerca di oggetti, foto, testimonianze di nonni e bisnonni. Alla fine, tutto il materiale raccolto è stato analizzato, commentato è collegato in modo da ottenere un percorso in cui le “varie privilegiate voci” si sono intrecciate tra loro. Il soggetto della Soffitta è stato scelto in quanto sinonimo della nostra memoria e luogo per eccellenza dove i nostri antenati riponevano i ricordi, sia quelli più belli che quelli più brutti. Spesso la Soffitta si è dimostrata un piccolo scrigno. Gli oggetti e le testimonianze visive e uditive hanno aperto i bauli delle soffitte e ci hanno regalato pagine di storia reale. Le ragazze e i ragazzi hanno realizzato anche video interviste e audio interviste dalle quali sono state estratte le informazioni principali che poi sono state confrontate con quelle presenti sui libri di testo in dotazione.
L’obiettivo principale è stato quello di avvicinare il gruppo classe allo studio della storia contemporanea partendo dal micro, cioè dalla storia familiare che va a toccare spesso anche le corde interiori per arrivare poi al macro, a quegli avvenimenti che ritrovano sui libri di storia.
Conoscere la propria storia per approcciarsi in modo consapevole alla storia mondiale. Altro obiettivo non secondario è stato quello di far lavorare il gruppo classe sulle fonti dirette e indirette, dare loro la possibilità di capire quale informazione potesse essere più o meno utile al loro percorso; usare l’intervista e confrontare, mettere in connessione le parole con gli oggetti e le foto.
Un processo che si è avvalso delle seguenti metodologie: cooperative learning; didattica laboratoriale; problem solving, peer-education; service learning; flipped classroom; make learning and thinking visible (MLTV).
I materiali utilizzati durante il percorso sono stati i seguenti: testo di storia; documenti scritti e documenti visivi; materiale video e fotografico; oggettistica; materiale informatico (Canva); pannelli in forex.
Il primo prodotto che è stato realizzato è stato un piccolo PowerPoint da utilizzare come presentazione del percorso al convegno della Public History il 6 giugno 2023 presso l’Università di Firenze. Tale presentazione si è articolata attorno ad un diario ritrovato che ha raccontato la storia di un bisnonno dal 1939 al1956.
I passi successivi sono stati l’allestimento di una mostra presso il centro Athena del Comune di Capannori che si è svolta dal 12 gennaio al 1 febbraio 2024.
Sono stati creati 18 pannelli in forex che non hanno raccontato solo le storie delle ragazze e dei ragazzi, ma hanno messo in evidenza le parole chiave della ricerca. Queste ultime, scaturite da una riflessione interiore, spesso si sono manifestate ricorrenti e contaminate da una stessa tinta emotiva. A tal ragione è nata l’esigenza di riportarle su un unico pannello come emblema di senso di appartenenza.
L’esposizione è stata accompagnata da un tavolo allestito con oggetti della cultura contadina reperite grazie a un’associazione del luogo affiancati agli oggetti trovati dalle ragazze e dai ragazzi, suddiviso in quelle aree tematiche evidenziate nelle testimonianze ovvero il viaggio, la scuola, il cibo e la vita contadina. Inoltre, da un video composto da frammenti delle interviste.
Essendo un progetto di ricerca ancora aperto, attualmente il gruppo di lavoro sta valutando quali altre strade percorrere nella progettazione.
Il progetto da subito ha incuriosito e motivato i ragazzi e le ragazze che hanno trovato l’esperienza interessante e fortemente costruttiva. L’approccio maieutico ha generato la voglia di mettersi in gioco e sentirsi parte attiva; anche coloro che non hanno mai dimostrato un interesse particolare per la disciplina hanno partecipato con entusiasmo, producendo materiale di livello e completo.
Questa metodologia, cioè mettere lo studente o la studentessa dalla parte dello storico, è non solo efficace ma anche costruttiva perché spinge verso lo studio attivo e non passivo dei fatti storici.
Le testimonianze raccolte intrecciate con gli oggetti e le foto hanno scaturito collegamenti che hanno fatto emergere una propria linea del tempo. Tale attività, inoltre, ha permesso di approfondire le conoscenze dei propri antenati e dei propri nonni e bisnonni ancora in vita e generare riflessioni emotivamente dense. Come affermato dalle ragazze e dai ragazzi coinvolti proprio durante il convegno “questa video intervista mi ha permesso di conoscere meglio il mio bisnonno e di avere un ricordo di lui nel tempo anche quando non ci sarà più”, oppure “grazie ai suoi racconti, mia nonna ha saputo trasmettermi l’ansia, l’angoscia, la paura della guerra”.