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La condizione della donna nell’Ottocento: il caso di Italia Donati

  • Istituzione scolastica

    ITS “MARCHI-FORTI”, sede di Monsummano Terme (PT)

  • Dirigente scolastico

    Anna Paola Migliorini

  • Docenti referenti

    Chiara Cecchi, Elena Guerri

  • Ordine scuola

    Scuola Secondaria di Secondo grado, Istituto tecnico Economico

  • Classi coinvolte

    Due classi quarte a indirizzo Turistico e Relazioni internazionali per il marketing

  • Periodo

    Da febbraio a giugno 2023

La condizione della donna nell’Ottocento: il caso di Italia Donati

Motivazione per la scelta dell’attività​

Il progetto rientra nell’attività prevista nel PTOF 2023-2025 di “Educazione della memoria” con il supporto del Protocollo d’Intesa firmato con il con il Laboratorio di Public History of Education (presso l’Università di Firenze, Dipartimento Formazione, Lingue, Intercultura, Letterature e Psicologia) al fine di organizzare percorsi educativi e didattici sulla storia del Novecento (e non solo) e sull’ uso della memoria.

L’ educazione della memoria come approfondimento delle memorie individuali e il valore della memoria, come fare memoria mantenendola sempre attiva, hanno il fine di “aprire” le menti degli studenti verso quel pensiero critico che permette loro di essere cittadini consapevoli e liberi nella società; una memoria, comunque, che non si rivolge “solo” agli studenti, ma dal mondo della scuola raggiunge la comunità. 

Descrizione attività​

L’attività di è svolta in due fasi: la prima ha previsto una lezione frontale, a cura di esperti dell’Università di Firenze, che partendo dalla descrizione della condizione della donna nell’Ottocento, si è focalizzata sulla condizione delle maestre e, in particolar modo, sulla vita di Italia Donati, giovane maestra morta suicida nel 1886 per le avances del sindaco di Lamporecchio (PT).

La seconda fase ha visto protagonisti gli alunni che si sono concentrati sulla triste vicenda della maestra Italia Donati.

Obiettivi attività

Conoscere i fatti storici e le modalità con cui si sono svolti; educare alla consapevolezza che la conoscenza dei fatti storici abbatte i pregiudizi e i fanatismi; stimolare la creatività e l’espressività degli studenti per permettere l’utilizzo delle proprie competenze in contesti multidisciplinari; promuovere attività di gruppo, sia di ricerca che di approfondimento autonomo su diverse tematiche; conoscere e saper utilizzare vari strumenti e linguaggi; rendere visibili, documentabili e comunicabili il vissuto didattico degli alunni, dei docenti e delle attività organizzate dall’Istituto; saper agire in base ad un sistema di valori coerenti con i principi della Costituzione, a partire dai quali saper valutare fatti e ispirare i propri comportamenti personali e sociali.

Metodologie e materiali utilizzati

Momenti teorici (lezioni frontali) e pratici (didattica laboratoriale) utilizzando le metodologie del cooperative learning, flipped clssroom, peer-teaching, ricerca-azione al fine di raggiungere un apprendimento collaborativo (modalità di apprendimento che si basa sulla valorizzazione della collaborazione all’interno di un gruppo di allievi).

Libro di testo, documenti forniti dalle docenti, testimonianze, video, siti internet, pubblicazioni storiche, interviste.

Prodotto dell’attività

Una classe ha prodotto due interviste impossibili rivolte a Italia Donati e al sindaco Raffaello Torrigiani: gli studenti hanno avuto questa idea dopo aver letto i documenti relativi al processo intentato dal primo cittadino medesimo, per diffamazione, nei confronti del giornalista del Corriere della Sera Carlo Paladini. Inoltre sono stati visionati gli articoli pubblicati sui giornali dell’epoca riguardanti la vicenda del suicidio della giovane maestra di Porciano.  Da tali fonti è stato possibile ricostruire la storia e immaginare in modo verosimile il carattere dei principali protagonisti di questa vicenda.

 

L’altra classe ha realizzato un testo teatrale, poi messo in scena sotto forma di lettura drammatizzata, tratto dal processo intentato dal sindaco di Lamporecchio, Raffaello Torrigiani, contro Carlo Paladini, inviato del Corriere della Sera, accusato di aver infangato l’onore del primo cittadino dopo il suicidio (avvenuto il 1 giugno 1886) di Italia Donati, maestra a Porciano (frazione di Lamporecchio) la cui reputazione era stata oltraggiata pesantemente, con l’ accusa, infatti, di avere una relazione con il sindaco del paese per mantenere il suo lavoro. Era l’ennesimo caso di calunnia nei confronti delle maestre, ma ancora tali casi non erano stati portati all’attenzione dell’opinione nazionale. Il processo ebbe il merito di puntare l’attenzione su una piaga troppo spesso nascosta, ma diffusa, riguardante le giovani maestre, poste sotto la diretta tutela dei sindaci dei Comuni in cui insegnavano. 

LINK della pagina del sito dell’istituto dove si trovano tutti i prodotti relativi al progetto:

Riflessioni sull’attività e sulla progettazione

Lo studio della memoria – che in anni recenti è stata inclusa nella riflessione storiografica internazionale ed è stata fatta oggetto di studi di notevole interesse anche nell’ambito della storia dell’educazione – consente di definire il modo in cui il presente guarda al passato e lo interpreta o re-interpreta. Attraverso la partecipazione in prima persona degli alunni, il progetto punta a diffondere la conoscenza critica della età storica esaminata e, grazie ai momenti di condivisione, contribuisce alla creazione di una memoria pubblica che rafforza i valori democratici.

Da sottolineare che le attività hanno carattere trasversale alle discipline insegnate nell’Istituto (Storia, Educazione Civica, Diritto, Lingua e Letteratura italiana).